Informativa

Noi e terze parti selezionate utilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per le finalità di esperienza, misurazione e marketing (con annunci personalizzati) come specificato nella cookie policy. Il rifiuto del consenso può rendere non disponibili le relative funzioni.
Usa il pulsante “Accetta” per acconsentire. Usa il pulsante “Rifiuta” per continuare senza accettare.

-

Giorno del Ricordo al don Milani di Rovereto

Testimonianze di Egea Haffner, Rino Girardelli e Roberto De Bernardis

Rovereto (Trento) - Un’occasione preziosa per promuovere una cultura della memoria condivisa, basata sulla verità storica e sulla volontà di costruire un futuro di pace, sono questi gli intenti dei due appuntamenti, ospitati in altrettante scuole del territorio, organizzati dalla Consulta Provinciale degli Studenti, realizzati in collaborazione con il Dipartimento istruzione e cultura della Provincia.

Dopo l’appuntamento di ieri, che si è tenuto al liceo “B. Russel” di Cles, oggi è stata la volta dell’istituto “L. don Milani” di Rovereto. Ospiti di eccezione della giornata Egea Haffner, Rino Girardelli e Roberto De Bernardis.

A fare gli onori di casa la dirigente dell’istituto “L. don Milani”, Maria Teresa Dosso che si è complimentata con i ragazzi della Consulta per l’ideazione dell’evento. A seguire è intervenuta la dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Francesca Mussino che ha ringraziato i testimoni presenti e rivolgendosi alla platea degli studenti ha detto: ”Oggi avete un’occasione unica per conoscere la storia dalla viva voce dei testimoni diretti, che, va detto, compiono un gesto di grande altruismo nel condividere con tutti noi, non solo i fatti storici, ma anche il dolore che tutto ciò ha comportato nelle loro vite. Lo fanno con un fine molto alto, ovvero passarvi il testimone, affinché siate voi, un domani, a tramandare questa memoria. Fate tesoro di questa preziosa eredità ”.

Anche la vicepresidente Francesca Gerosa, impossibilitata a partecipare per la concomitanza della seduta di Giunta, ha voluto mandare il proprio messaggio, esortando gli studenti a ricordare quanto accaduto sul confine orientale per trasmettere loro il dramma vissuto dai nostri connazionali, dalle migliaia di vittime dell’eccidio e dalle centinaia di migliaia di esuli. “Tali eventi - ha detto la vicepresidente - hanno infatti lasciato una cicatrice sul volto del nostro popolo, hanno segnato l’identità, la storia e la cultura del nostro Paese e devono rimanere scolpiti nella memoria delle future generazioni”.

Il presidente della Consulta degli Studenti, Matteo Santini ha ricordato il valore della memoria e, nell’illustrare lo svolgimento della mattinata, ha spiegato l’intento della Consulta di voler utilizzare registri diversi per il raggiungimento della consapevolezza storica.
La mattinata è stata infatti arricchita dallo spettacolo teatrale dal titolo ”Pozabil si name - Ti sei dimenticato di me”, realizzato in collaborazione con Lara Toselli e dalle esibizioni musicali degli studenti del Liceo Musicale Coreutico “Bonporti” di Trento.

Presenti alla mattinata anche la sindaca di Rovereto Giulia Robol e l’assessore alle politiche educative e al contrasto alle disuguaglianze del Comune di Rovereto Silvia Valduga che hanno portato il loro saluto.

La mattinata, moderata dal professor Giordano Gelmi, è entrata poi nel vivo con gli interventi di tre preziosi testimoni, Egea Haffner, Rino Girardelli, Roberto De Bernardis, che hanno raccontato in prima persona le loro vicende vissute.

Egea Haffner, conosciuta come la “bambina con la valigia”, ha condiviso il racconto della sua infanzia e la dolorosa perdita del padre, prelevato dalla sua casa, la sera del 4 maggio 1945 dalla polizia militare di Tito, poi gettato nelle foibe. Ha inoltre svelato la storia dietro la celebre fotografia in bianco e nero, scattata il 4 luglio del 1946, che la ritrae con un ombrellino e una valigia, diventata simbolo dell’esodo giuliano-dalmata. Nel suo intervento ha parlato del dolore per la scomparsa del padre e del dramma dello sradicamento dalla terra natia, raccontando molti aneddoti personali riferiti alla sua persona e all’intera famiglia.

A seguire Rino Girardelli ha raccontato la vicenda di suo padre, un trentino residente in Istria, vittima della polizia titina nel 1943. Nel suo racconto ha rievocato molti episodi della sua infanzia, soffermandosi in particolare su un fatto drammatico legato alla sua cresima, quando assistette all’irruzione dei titini in chiesa, che con un attacco feroce freddarono il celebrante e il vescovo.

Infine anche Roberto De Bernardis, presidente dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia del Trentino, ha condiviso la sua esperienza di esule: dalla partenza da Pola all’arrivo in Puglia, dove ha vissuto per dieci anni in un campo profughi. De Bernardis ha ripercorso la storia fornendo numerosi spunti riferiti alle questioni geopolitiche che hanno caratterizzato il confine orientale, sottolineando l’importanza dei concetti di collaborazione e rispetto.

Dopo gli interventi dei testimoni, gli studenti hanno interpretato lo spettacolo teatrale dal titolo ”Pozabil si name - Ti sei dimenticato di me”, realizzato in collaborazione con Lara Toselli, mentre gli studenti del Liceo Musicale Coreutico “L.A. Bonporti” di Trento hanno dato vita ad una toccante performance musicale.

L’incontro ha offerto agli studenti l’opportunità di approfondire questi eventi storici attraverso le testimonianze dirette di chi li ha vissuti, favorendo la consapevolezza e la memoria di una pagina cruciale della storia italiana. Le testimonianze hanno avuto il prezioso significato di rinnovare l’impegno dei testimoni nella promozione di una cultura della memoria condivisa, basata sul rispetto della verità e sulla volontà di costruire un futuro di pace.
Ultimo aggiornamento: 28/02/2025 21:27:22
POTREBBE INTERESSARTI
ULTIME NOTIZIE