Strasburgo - “Oggi abbiamo assistito a un esempio lampante di quanto l’ideologia animalista, lontana dalla realtà quotidiana delle comunità rurali, continui a dettare legge in certe aule di Strasburgo.” Così
Paolo Borchia, capo delegazione della Lega al Parlamento europeo, commentando quanto emerso nel corso della riunione dell’Intergruppo sul benessere animale tenutasi oggi a Strasburgo.

“In Europa c’è chi sostiene che per risolvere il problema dell’aumento dei lupi sia sufficiente informare gli abitanti su come comportarsi davanti a un predatore.
Un’affermazione sconcertante che offende l’intelligenza di chi ogni giorno si confronta con l’impatto reale della presenza del lupo su allevamenti, sicurezza e territorio”.
“La Lega - ha ribadito Borchia, che ha già scritto al commissario competente a inizio anno - sostiene con forza la proposta della Commissione di declassificare il lupo tra le specie gestibili, offrendo agli Stati membri la possibilità di attuare misure di contenimento proporzionate. È una battaglia di buon senso, che tutela chi lavora la terra e non può permettersi di vedere il proprio bestiame massacrato mentre dall’Ue si pontifica sull’educazione al lupo”.
“Difendere le attività tradizionali delle nostre aree interne non significa negare la biodiversità, ma garantire una convivenza equilibrata tra uomo e fauna selvatica. Chi nega questa evidenza vive in un mondo parallelo, dove il lupo è un peluche e gli allevatori solo un fastidio da zittire”.