Trento - Nel corso dell’ultimo mese era stato condotto, dapprima, al Centro per i Rimpatri di Gradisca d’Isonzo, da cui era fuggito. Poi, rintracciato nuovamente, a quello di Roma, da cui se n’era andato, tuttavia, dopo pochi giorni a seguito della mancata convalida – da parte del giudice di pace capitolino - del provvedimento amministrativo adottato.

La
Polizia di Stato lo ha rintracciato nuovamente, a
Trento, dedito all’attività di spaccio in Piazza Portella e con due telefoni cellulari di cui non ha è stato in grado di giustificare la provenienza.
Per lui, un tunisino di 20 anni – irregolare e gravato da numerosi precedenti in materia di stupefacenti – oltre alla denuncia per ricettazione, è stata disposta nuovamente l’espulsione dal territorio nazionale mediante trattenimento presso il C.P.R., questa volta quello di Milano.
I servizi disposti dalla Questura di Trento nel centro cittadino – in questo caso grazie al personale delle Volanti – hanno consentito infatti di individuare il giovane tunisino come particolarmente “attivo” nei giorni scorsi nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti. Subito gli accertamenti effettuati dall’Ufficio Immigrazione hanno consentito di identificarlo nella persona già condotta in precedenza presso i C.P.R. nazionali in considerazione della mancanza di un valido titolo di soggiorno e dei molteplici precedenti a suo carico.
Ieri, alla luce del ritorno dell’uomo in questo capoluogo e della reiterazione delle sue condotte illecite, è stato quindi nuovamente fermato dal personale della Questura e – nonostante i numerosi tentativi di evitare l’accompagnamento, anche mediante condotte autolesionistiche - condotto presso il C.P.R. di Milano, in vista del rimpatrio nel proprio Paese d’origine.