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L'Agenda delle Valli

UniTrento, L’Università ricorda Nino Andreatta

28/02/2025 09:00 - 28/02/2025 12:00
Trento - La storia dell’Ateneo trentino è strettamente legata con quella di Beniamino (Nino) Andreatta. L’illustre politico, ricordato come uomo di grande libertà intellettuale, proprio a Trento iniziò la sua carriera accademica, nel 1963, rimanendo come docente fino al 1967. Fu anche membro del Comitato ordinatore dell’Istituto superiore di Scienze sociali (il primo nucleo dell’Università di Trento), docente della nascente Facoltà di Sociologia, autorevole economista, parlamentare e più volte ministro della Repubblica.  
Ebbe tra i suoi allievi e collaboratori molti studiosi che nel tempo sono diventati personaggi di spicco della politica e dell’economia italiana e non solo. Tra questi, Romano Prodi, che dal 1963 divenne suo assistente all’università di Bologna dove Andreatta aveva la cattedra in Economia politica. Ma anche Enrico Letta, che conobbe il professore nel 1990 durante l’esperienza di ricercatore dell’Arel, l’Agenzia di ricerche e legislazione fondata dallo stesso Andreatta.
Romano Prodi ed Enrico Letta, insieme a Mariantonietta Colimberti, direttrice della rivista quadrimestrale Arel e responsabile delle pubblicazioni dell’associazione ricorderanno la figura di Nino Andreatta venerdì 28 febbraio alle 9 nell’aula Kessler del Palazzo di Sociologia (via Verdi, 26).
L’occasione è data dalla pubblicazione del numero unico della rivista di Arel dal titolo: “Nino Andreatta. Ricordi, analisi, documenti inediti a 25 anni dal suo silenzio”.
Voci che si contrappongono al silenzio, appunto, che segnò la fine della vita pubblica di Andreatta nel 1999, quando fu colpito da un malore durante una seduta parlamentare. Si spense nel 2007.
A riflettere poi sull’attualità del pensiero di Beniamino Andreatta saranno, moderati da Alberto Faustini: Luigi Bonatti, professore di Politica economica al Dipartimento di Economia e Management; Marco Brunazzo, direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale; Daria de Pretis, già rettrice dell’Ateneo trentino e giudice della Corte costituzionale; Lorenzo Dellai, già presidente della Provincia autonoma di Trento ed ex parlamentare; Sergio Fabbrini, ordinario di Scienza politica e Relazioni internazionali e direttore del Dipartimento di Scienze politiche alla Luiss; l’urbanista Bruno Zanon, già docente al Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento.
Insieme ragioneranno sull’impatto che ha avuto la visione politica ed economica di Andreatta e sull’eredità intellettuale che ha lasciato, in particolare all’Università di Trento e al territorio trentino.
La sua cultura, i suoi valori, lo sguardo proiettato verso l’Europa, ancora oggi sono fonte di ispirazione.
In apertura, i saluti del presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo, Franco Bernabè e di uno dei figli di Andretta, Filippo.
Alla conclusione, l’intervento del rettore Flavio Deflorian.
L'ingresso per la cittadinanza è libero fino a esaurimento posti.
Ultimo aggiornamento: 13/02/2025 12:06:26