Idro (Brescia) - La battaglia dei comitati a difesa del lago d'Idro e del fiume Chiese è arrivata in Regione.
Un gruppo di persone, residenti in Trentino e in Lombardia, che fanno parte della Federazione del Tavolo delle Associazioni che amano il fiume Chiese e il suo lago d’Idro, ha raggiunto Milano e fatto sentire la propria voce contro i progetti, ventilati negli ultimi mesi, per realizzare il depuratore del Garda (è atteso da decenni ndr.) e l'ipotesi di abbassare il livello del lago d'Idro.

La Federazione del Tavolo delle Associazioni che amano il fiume Chiese e il suo lago d’Idro, presieduta da Gianluca Bordiga, è un’organizzazione unitaria di 19 formazioni sociali no-profit esistenti dalla sorgente alla foce del fiume Chiese, che fanno attività di difesa dell’ambiente sull’asta dei 160 chilometri del bacino imbrifero, che attraversa due Regioni e tre Province, bagna 30 Comuni, le quali unitesi sotto la forma federativa agiscono per rigenerare il deflusso ecologico in ogni tratto del fiume e per consolidarlo nel suo lago d’Idro.
Gianluca Bordiga ed Elena Bini, rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell’Associazione “Amici della Terra Lago d’Idro”, Maurizio Siligardi, ecologo fluviale, Alex Marini, componente del Comitato promotore della Petizione popolare e Aldo Armani, sindaco del Comune di Idro, hanno incontrato i rappresentanti delle Commissione regionale Ambiente e illustrato i motivi di contrarietà ai progetti che "causerebbero drammatici impatti sull’equilibrio ecologico, rendendo ancor più marcata la sua condizione di vulnerabilità delle matrici ambientali, acqua-suolo-aria, e della biodiversità che caratterizza l’habitat naturale".

All'ingresso del Pirellone sono stati affissi dei cartelli con i rischi ambientali sul lago d'Idro e l'asta del fiume Chiese. L'obiettivo - sostengono le associazioni - "è proteggere l’intero bacino imbrifero da ogni inquinamento".
Ultimo aggiornamento:
02/04/2025 18:28:54