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L’idromele valtellinese di Alessandro Olcelli trionfa alla Mead Madness Cup

Tre medaglie internazionali conquistate in Polonia

Sondrio - Un trionfo tutto valtellinese alla Mead Madness Cup, prestigiosa competizione internazionale dedicata all’idromele svoltasi in Polonia, dove l’azienda agricola di Alessandro Olcelli, 32 anni, produttore di miele, ha conquistato tre medaglie con le sue creazioni. Un risultato straordinario, considerando che alla gara hanno partecipato 857 idromeli da 32 Paesi, valutati da 92 giudici provenienti da 24 nazioni.

Olcelli, apicoltore con un’azienda avviata da soli quattro anni, ha scommesso sull’idromele – la bevanda più antica del mondo, ottenuta dalla fermentazione di miele e acqua – distinguendosi per qualità e innovazione. I premi ottenuti sono: per l’Idromele Millefiori Dry (13° alc.), che ha vinto la medaglia d'oro; invece è stato argento per l’Idromele Castagno Dry (12° alc.) e bronzo per l’Idromele Tiglio Demi-Sec (13° alc.), nelle rispettive categorie.

Il “millefiori dry” è prodotto a freddo, con un particolare processo di lavorazione che permette di conservare il più possibile le proprietà del miele. Grazie al miele dona energia, è ricco di sali minerali, calcio, magnesio, ha proprietà antinfiammatorie e antibiotiche. Questo processo di produzione permette di ottenere un idromele delicato, piacevole e non troppo invadente. Al calice si presenta limpido, giallo dorato, al naso fresco con profumi che ricordano i fiori estivi.
In bocca dolce, con note fruttate e piacevolmente bilanciato

"Siamo partiti con la produzione di idromele solo un anno e mezzo fa – racconta Olcelli – e i riscontri sono stati immediatamente positivi. Abbiamo lavorato per eliminarne i difetti tipici, come il retrogusto di miele fermentato o il sentore di lievito. I nostri prodotti sono puliti, eleganti, e il Millefiori Dry ricorda addirittura un vino passito".

L’idromele: tra storia e presente
Noto come “la bevanda degli dei”, l’idromele ha radici antichissime: fatto con il miele (e non con le mele come qualcuno crede!) è già consumato dagli Egizi, dai Vichinghi e nelle culture celtiche, oggi vive una rinascita grazie a produttori come Olcelli, che uniscono tradizione e tecniche moderne. In Italia è ancora poco conosciuto, a differenza dei Paesi nordici dove, storicamente, ha sostituito il vino.

"Questi premi – commenta Coldiretti Sondrio attraverso il presidente Sandro Bambini – dimostrano che la Valtellina non è solo terra di vini rinomati, ma anche di eccellenze apicole innovative. Alessandro rappresenta l’energia dei giovani agricoltori che, con passione e competenza, valorizzano il nostro territorio". L’azienda punta ora a far conoscere l’idromele in Italia, promuovendone la versatilità in abbinamento a formaggi, dessert e cocktail. "Vogliamo sfatare il mito che sia una bevanda “medievale” – conclude Olcelli – mostrandone invece la modernità e la qualità".
Ultimo aggiornamento: 03/04/2025 06:35:21
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