Trento - Interrogazione del
consigliere provinciale Filippo Degasperi (Onda).
"Quale strategia nella gestione dei richiedenti protezione internazionale? - scrive il consigliere provinciale
Filippo Degasperi -
. É in corso l’iter per l’affidamento della gestione dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale che si caratterizza per l’impostazione meramente sicuritaria, che punta al massimo ribasso (ha risposto unicamente una cooperativa di Canicattì) senza alcuna progettualità in merito ai servizi da attuare per un’inclusione progressiva delle persone nel nostro territorio".

Nella premessa dell'interrogazione si legge: "Si intende proseguire con un sistema sempre più scadente e problematico, sia per i fruitori dell’accoglienza che per gli operatori, con inevitabili ricadute anche sulla collettività che però sembra funzionale a mantenere alta la percezione di insicurezza e l’ostilità verso le persone richiedenti protezione internazionale. Nel bando sono fissati i numeri dell’accoglienza: si torna a prevedere un massimo di 730 posti, disponibilità già quasi dimezzata rispetto ai 1300 posti quando, prima della giunta Fugatti, veniva attuata l’accoglienza diffusa sul territorio provinciale. L’inadeguatezza di questa disponibilità è nota agli operatori del sistema accoglienza e ai volontari che operano in maniera sussidiaria per garantire un minimo di quei sevizi che sono stati smantellati da questa giunta, come le scuola di italiano e la salute tramite il Gris. Persino le Forze dell’Ordine conoscono l’entità del fenomeno quando eseguono delle retate negli anfratti della città e scoprono decine di richiedenti protezione internazionale escluse o in attesa di essere accolte dal sistema accoglienza costrette a cercare sistemazioni di fortuna, pur possedendo un regolare titolo di soggiorno, costituito anche dalla sola richiesta di asilo. Questa giunta ha centralizzato sul capoluogo il progetto accoglienza, con la residenza Fersina come cardine dello stesso, ma ammette di non avere idea su dove verranno spostati i 290 ospiti quando, entro il 2025, verrà chiusa. Il ventilato trasferimento in località San Nicolò previsto dall’interlocuzioni tra la Curia e la Provincia, risulta improvvisato in quanto la struttura può mettere a disposizione un massimo di trenta posti.
Come verranno selezionati i richiedenti asilo che si troveranno confinati in una zona isolata, non servita da mezzi pubblici, costretti a percorrere tratti di strade pericolosissimi come la tangenziale qualora si dovessero recare al lavoro o raggiungere luoghi di interesse quali uffici, sedi di corsi o scuole non è dato sapere. Rimarrebbero comunque altri 260 ospiti della Fersina da collocare altrove. Con l’annunciata dismissione della Fersina gli ingressi in accoglienza sono bloccati persino per le persone in possesso di certificati di vulnerabilità, convalidati dallo stesso Commissariato del Governo. Vi è un’altra scadenza a breve termine che riguarda lo spostamento di persone vulnerabili e che vanno tutelate in maniera adeguata: la chiusura della residenza Adige alla Vela che ospita per lo più donne e bambini. La Provincia si è limitata a procrastinare di due mesi la restituzione della struttura al proprietario ma non a predisporre un’alternativa per i 75 ospiti che dovranno lasciarla. Anche in questo caso vengono ventilate delle ipotesi, sorvolando ancora una volta sul coinvolgimento degli enti territoriali, Comune e Circoscrizioni, chiamati comunque a cogestire o subire le scelte che verranno loro imposte. Quella più accreditata pare prevedere lo spostamento delle donne e dei piccoli ospiti alla Residenza Capitol di Gardolo. Si tratta di un palazzone circondato da parcheggi destinato ad affitti brevi che propone 42 monolocali o bilocali ricavati da sottili tramezzi al costo di 1100/ 1200 euro al mese. Donne e bambini verrebbero sradicati da una realtà che consentiva loro di creare comunità e di avvalersi delle opportunità sociali e formative sia interne alla struttura che offerte dal quartiere e dalla città per essere trasferiti in un luogo promiscuo da condividere con i clienti che si alternano nella struttura ricettiva. D’altronde è noto che la Giunta non presti la dovuta cura nemmeno ai soggetti di diritto quali famiglie con minori in situazione di estrema precarietà economica. A Trento la prassi prevede la separazione del nucleo familiare con l’ accoglienza prevista esclusivamente per le madri e i minori. Grazie alla pressione di alcuni cittadini organizzati, lo Sportello casa, sono state accolte 25 persone a Casa Maurizio, gestita da Amici dei Senzatetto, struttura utilizzata gratuitamente come dormitorio invernale e a pagamento nelle altre stagioni. La loro permanenza è stata breve perché l’infestazione da parassiti della struttura, non risolta da un superficiale intervento di sanificazione, ha procurato loro gravi forme allergiche"
Filippo Degasperi interroga la Giunta provinciale per sapere: "1) dove saranno trasferiti e con quali tempistiche, le persone ospitate oggi alla residenza Fersina e alla residenza Adige; 2) se e come sono stati coinvolti nelle scelte il Comune di Trento e le circoscrizioni interessate".