Cles (Trento) - L’
autismo può consentire la realizzazione di un
futuro gratificante e socialmente accettato?
Cecilia, Athos e
Cristiano sono i
tre veri protagonisti della conferenza organizzata dalla
Fondazione Trentina per l’Autismo che si è tenuta a
Cles in Val di Non, in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.

Oltre
400 i giovani allievi delle superiori presenti in sala: tutti emozionati nel momento in cui questi coetanei hanno raccontato con le loro parole cosa significa convivere con lo spettro autistico, il rischio bullismo, la disperazione di sentirsi diversi. Ma anche cosa hanno potuto ottenere grazie al grande impegno della Fondazione capeggiata dal cavaliere
Giovanni Coletti, della Provincia Autonoma di Trento che ha visto ospiti
Francesca Gerosa, vicepresidente della PAT,
Giulia Zanotelli, vicepresidente sostituta presso Giunta regionale del Trentino Alto Adige nonché Assessore all’Agricoltura del Trentino e, a chiusura, l’assessore alla Sanità
Mario Tonina. Moderatore il giornalista
Rocco Cerone. Si ringraziano
Roberta Gambaro dirigente liceo Russel,
Alfredo Romantini Istituto tecnico Pilati e l’Avv.
Biagio Andrea Algieri del Rotary Trentino Nord per l’aver accolto l’iniziativa.
Quale futuro per questi ragazzi autistici? Laurea in tecnica della psicologia; laurea in ingegneria al 3° anno ma con la vocazione a salire sul palcoscenico; un futuro disegnatore di Manga: questi sono i tre progetti di
Cecilia Fedrizzi, Athos Pasquali e
Cristiano Galonetto accompagnati sul palco in questo commovente coming out da
Annachiara Marangoni, pedagogista, direttrice socio sanitaria del
centro riabilitativo Casa Sebastiano.
Come è possibile raggiungere questi straordinari risultati? “Molto semplice e difficilissimo – asserisce il Cav. Coletti Presidente della Fondazione Trentina per l’Autismo – creare un sistema coordinato e specifico che si occupa di questi ragazzi, delle loro famiglie e del loro futuro per una qualità di vita piena, anche professionale.
Anche quando i genitori non ci saranno più: ecco perché oggi pomeriggio abbiamo inaugurato una serie di appartamenti qui a Cles in cui questi ragazzi potranno stare anche “dopo di noi”, in modo autonomo”. Questa è la nostra missione!” Proprio durante il convegno il cavalier Coletti è stato coinvolto nel collegamento con il Politecnico di Milano: la Fondazione è pienamente coinvolta nel Progetto Comete per consentire alle imprese di sviluppare progetti di design coinvolgendo persone affette da spettro autistico, progetto che ha superato i 10 anni di attività. Il punto di vista medico-scientifico “Essere affetti da una delle tante forme di autismo non è completamente penalizzante. Talune attività trovano nelle neurodivergenze autistiche la massima potenzialità. Dipende dalle capacità di ciascuno rispetto alle esigenze lavorative: le competenze vanno sviluppate tenendo conto delle vocazioni di questi soggetti che spesso ci riservano sorprese inaspettate” Ci ha raccontato il dottor Stefano Calzolari neurologo e neuropsichiatra, già direttore della Struttura Complessa Neuropsichiatria infantile dell’APSS Trentina. Quanto incidono le abitudini alimentari sull’insorgere dell’autismo? Il dottor Michele Pizzinini medico chirurgo specialista nella Scienza dell’Alimentazione, Diabetologia e malattie del ricambio. Molto essenziale: “Gli enormi stravolgimenti delle nostre abitudini alimentari incidono già dalla pancia della madre sulla possibilità di attivare malattie legate allo spettro autistico e non solo! Poche multinazionali globali determinano il nostro modo di alimentarci e ci fanno consumare troppi zuccheri e carboidrati, cibi non freschi e molto processati! Quindi aumento di obesità e diabete, anche qui in Trentino” era chiaro che il monito ha riguardato tutti in sala generando una certa preoccupazione. Il Centro di riferimento provinciale autismo ambito età evolutiva e adulti Quando a una coppia di genitori viene diagnosticata la presenza di una della tante patologie dello spettro autistico per il figlio, lo shock è grande. Il sostegno ai ragazzi e ai genitori è fondamentale. Di fatto le famiglie qui in Trentino hanno a disposizione una equipe multiprofessionale e multidisciplinare per mettere a punto nel lungo periodo percorsi diagnostici, trattamenti individuali e di gruppo valorizzando il protagonismo di utenti e familiari. Un compito davvero fondamentale. Per questo Paola Santo, le dottoresse Valentina Spagni, Cecilia Lana e Wilma Di Napoli hanno presentato le possibilità offerte dal progetto autismo del Trentino.