La lettera è stata sottoscritta dai sindaci di Edolo (Luca Masneri), Sonico (Gian Battista Pasquini), Paisco Loveno (Bernardo Mascherpa), Berzo Demo (Giovan Battista Bernardi), Cedegolo (Andrea Bortolo Pedrali), Darfo Boario Terme (Dario Colossi), Malonno (Giovanni Ghirardi), Lozio (Francesco Regazzoli), Pisogne (Federico Laini).
La lettera
"Illustre Presidente,
apprendiamo della volontà politica espressa dal Consiglio di Amministrazione del Bim, attraverso un bando, di concedere contributi pubblici a fondo perduto ai Comuni della Valle Camonica per la realizzazione di interventi inerenti il ciclo idrico integrato, escludendo dalla possibilità di accesso a detti fondi i Comuni che aderiscono ad Acque Bresciane, soggetto gestore unico del ciclo idrico integrato per la Provincia di Brescia.
Cogliamo questo secondo aspetto particolarmente spiacevole sia dal punto di vista sostanziale, sia dal punto di vista politico.
Si utilizzano i soldi di tutti i Comuni della Valle per finanziarne solo una parte ed escludendone apertamente e palesemente un’altra, della quale fanno parte i Comuni che generano il maggior gettito in termini di canoni idroelettrici per il Bim.
In seconda battuta, riteniamo opportuno evidenziare come tale scelta di finanziamento sia dettata dall’impossibilità evidente di tutti questi Comuni, di accedere ai fondi PNRR relativi al ciclo idrico integrato, in quanto soggetti non affidati ad un unico gestore d’ambito, e quindi al di fuori dei parametri stabiliti per la concessione dei suddetti contributi.
In attesa di un sollecito riscontro e di un incontro chiarificatore con i Comuni firmatari, siamo a prendere le distanze pubblicamente e formalmente da un’azione del Consiglio direttivo che riteniamo lesiva dello spirito con la quale è nata la maggioranza che guida oggi gli enti sovracomunali, spirito che era di unità e compattezza sui temi fondamentali della Valle.
Tuttavia, a differenza di quanto da Voi espresso attraverso questa azione, il nostro spirito di unità e di solidità nel richiedere il riconoscimento delle dovute aspettative della Valle Camonica, non verrà meno.
Rimaniamo quindi in attesa del verdetto della Corte Costituzionale che dovrebbe pronunciarsi sull’Aato di Valle Camonica.
Chiediamo un immediato confronto politico, al fine di superare questa situazione di grave lesione dei nostri diritti e delle nostre comunità.
In alternativa ci vedremo costretti a dover assumere ogni iniziativa in nostro potere per tutelare gli interessi dei Comuni sottoscrittori del presente documento. Auguriamo buon lavoro a Lei ed al suo Consiglio di Amministrazione, con l’auspicio che simili incidenti non si debbano più verificare nel prossimo futuro".